sea, ocean, silence, contemplation, calm, quiet
Lorenzo Paoli
Il Coach delle Abitudini
Lorenzo Paoli » Blog
Agnese Renzi e l’eleganza del silenzio
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Ci risiamo. Agnese Renzi ha osato mettersi un maglione bianco da 700 euro per ben due volte nella stessa giornata e l’odio della rete si è scatenato.
Ogni giorno una moltitudine di persone apre il computer, cerca notizie – a volte false o pericolosamente distorte – e comincia a battere sui tasti del computer. Con rabbia, furore e forse un tocco di soddisfazione per essere superiori a quella mandria di incapaci che girano nel web. “Ma come si fa”, scrive qualcuno, “ a mettere lo stesso maglione per ben due volte nella stessa giornata, in occasione di eventi ufficiali?!” Mi chiedo cosa faccia quella persona che ha commentato, quando lei viene invitata ad occasioni ufficiali. Ah, ma lei non viene invitata. Adesso tutto è più chiaro. Forse un po’ di invidia?
Oppure “ma come si fa a spendere 700 euro per un maglione?!” hanno tuonato altri. Probabilmente, scrivendo, pieni di adrenalina, sul loro nuovo iPhone da 1000 euro che non si possono permettere e che quindi comprano a rate.
Criticare è il secondo sport italiano, dopo il lamento. E’ la medicina dei piccoli, dei mediocri, di chi ha molto tempo a disposizione e poche idee su come viverlo e quindi ha le energie e la voglia di cominciare a scrutare la rete per vedere come insultare chi si mette in gioco. Uno sportivo, una modella, un artista, un imprenditore: non risparmiano nessuno, le tigri della tastiera.
Criticare fa bene alla mente perché ti senti subito superiore: è come se avessi contribuito a rendere il mondo un posto migliore, adesso che hai messo al suo posto quella persona che si è permessa di fare qualcosa di cui tu non sei d’accordo.
Perché le tigri della tastiera sanno tutto. Sanno come devi vestirti ad un’occasione ufficiale, anche se non ne hanno mai preso parte. Sanno come devi guidare un’azienda, anche se non ne hanno mai guidata una. Sanno come devi gestire una squadra sportiva, anche se l’unico sport che fanno è guardare il calcio in TV.
Sanno tutto. Ma non fanno nulla. Se prendessimo uno di questi giudici che sbraitano contro tutto e tutti e analizzassimo le loro vite, vedremmo probabilmente una serie ininterrotta di decisioni sbagliate, di errori, un’accozzaglia di strategie di vita che non hanno un domani. Ma non perché sono stupidi: perché sono esseri umani. Commettiamo tutti degli errori e prendiamo tutti decisioni sbagliate. La differenza la fa la capacità di guardarsi dentro, accettare l’errore e rimediare.  Chi fa, non ha tempo di criticare. Chi scende veramente nell’arena della vita, senza scuse, senza ma, senza “mi aspetto che tu mi dia quello che voglio”, sa benissimo che è dura e che commetterai un errore al giorno. Siamo esseri umani, progrediamo imparando dagli errori, non facendo tutto giusto.
E allora i leoni della cliccata facile, dovrebbero fare qualcosa di molto più elegante e utile per le loro vite: fare silenzio. Guardarsi dentro, guardarsi intorno e cominciare a criticare se stessi. No, non per distruggersi, come invece sembra l’intento dei commenti al vetriolo che ogni giorno affollano Internet, ma per crescere. Se invece di scaricare le nostre frustrazioni su qualcuno che non conosciamo, di cui non sappiamo la storia, che non ci ha chiesto nulla, iniziassimo a prenderci cura della nostra vita, con azioni più coerenti, con decisioni più coraggiose, scendendo nell’arena e non rimanendo negli spalti della vita urlando insulti a chi in quell’arena ogni giorno sputa sangue per i propri sogni e progetti, vivremmo molto meglio.
Perché il silenzio, per quanto difficile e pesante all’inizio, ha il potere di aprirci gli occhi, di mostrare che forse, se ci occupassimo più delle nostre strategie di vita e non di quelle degli altri, raggiungeremmo risultati molto più grandi. E staremmo molto meglio, perché useremmo le nostre energie per costruire e non per distruggere, criticare, giudicare.
Le persone che raggiungono i propri obiettivi e vivono le vite come vogliono loro, prendendosi la responsabilità delle loro decisioni, hanno un’eleganza particolare – procedono silenziose, sul loro cammino, faticando per qualcosa in cui credono e godendosi le fatiche, i dolori, le gioie e le soddisfazioni di ogni giorno. Non si permetteranno mai di criticare qualcuno: primo perché sanno quanto sia duro il cammino, poi perché anche loro hanno appena commesso l’ennesimo errore. E quindi, invece di scaricare la propria rabbia su altri, sorridono, scuotono la testa, imparano dal loro scivolone, e continuano, in silenzio, sul loro cammino.

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