Anche tu sei mantenuto dalla moglie? Non sono il consulente per te

Anche tu sei mantenuto dalla moglie? Non sono il consulente per te

Anche tu sei mantenuto dalla moglie? Non sono il consulente per te

Un fenomeno preoccupante che ho notato quando sono entrato nel magico mondo del Coaching è il grande numero di freelance che si fa mantenere dal consorte mentre loro si riempiono la bocca di nomi altisonanti (Coach certificato ecc… frequentato il prestigioso corso …. – per inciso, pagato dal consorte) e lavorano cinque volte all’anno. Credo sia un fenomeno abbastanza generalizzato perché da subito ho incontrato una buona percentuale di freelance che aveva questa tendenza: guadagnava pochissimo perché tanto c’era qualcuno a casa che guadagnava anche per loro. La cosa che mi ha stranito è la mancanza di fame di queste persone: le chiamo “disoccupati funzionali”, perché fatturato pochissimo, hanno una partita IVA e un bel biglietto da visita, un sito indifferenziato dove raccontano i fantastici servizi che non compra mai nessuno, ma secondo loro, lavorano. E non cercano lavoro, se non con il passaparola (comodo e facile, ma oggi molto meno efficace) e l’invio di qualche mail ogni tanto. Punto, fine della ricerca. Niente posizionamento, strategie di brading, piano di marketing eseguito costantemente. Niente di niente. Passano intere giornate al computer a scrivere articoli o libri senza portare a casa un centesimo. Io penso ai partner: ma non fanno mai domande del tipo: “caro, scusa, quanto hai guadagnato questo mese?” E’ una domanda insensibile? Non si fa in famiglia? Forse si dovrebbe iniziare, perchè altrimenti tutti ne soffrono. 

Ecco se tu sei una persona così (non il partner, ma il Coach – se sei il partner, chiedi un fatturato minimo se no cambi la serratura della porta di casa), non sarai mai mio cliente e quindi abbandona il sito, la mia pagina Facebook o Youtube, disiscriviti dalla newsletter. Non ti servo. Posso farti guadagnare molto bene e vivere libero di fare quello che ti appassiona ogni giorno, ma devi lavorarci. Se non hai fame di successo, se non vuoi migliorare la tua vita personale e professionale, se non desideri realizzarti, è inutile seguirmi. 

Se non sei una persona così, allora sì, puoi comprare i miei corsi online o venire ai miei corsi, ma con un avvertimento: non è che uscendo dal mio corso ti si triplica il fatturato e tu puoi vivere facendo 10 mini-vacanze all’anno come faccio io: non funziona così. Ti devi applicare, devi sperimentare, devi investire tempo e denaro per crescere. Se cerchi la soluzione facile, prova a giocare al Superenalotto: sicuramente fallimentare, però almeno ti illudi che stai facendo qualcosa di utile. Altrimenti devi metterti in gioco. Sembra un messaggio banale, ma questo è l’atteggiamento di chi può diventare veramente libero nel suo lavoro e nella sua vita, perché chiede tariffe alte per lavori di alta qualità ed è quindi libero di gestire come vuole il tempo e dire NO quando qualcosa non gli piace.Questo è quello che fa veramente la differenza – tutto il resto è solo una conseguenza. 

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