Ehi freelance, non abituarti alla mediocrità

Ehi freelance, non abituarti alla mediocrità

Ehi freelance, non abituarti alla mediocrità

Quando un libero professionista inizia la professione, come fa a sapere a quali tariffe proporre i propri servizi, a quali condizioni e per quali tipi di clienti? Di solito, ci si informa su internet e ci si mette in contatto con altri professionisti. Si passa attraverso le agenzie, di solito, intermediari che fanno il lavoro di marketing per il freelance e in cambio del lavoro gli offrono una tariffa inferiore.

All’inizio un freelance entra alla base della piramide: non può fare altro, perché è nuovo nel mercato. Così si abitua a tariffe basse, ad un’alta concorrenza sui prezzi e a lavori in generale di bassa qualità dal punto di vista del trattamento per il libero professionista. Nella mia vita professionale ho conosciuto freelance che ancora a 40 anni non si facevano rimborsare le spese di viaggio.

Questa strategia è corretta: bisogna partire dal basso, perché non si ha esperienza e si deve quindi accettar una tariffa bassa o condizioni non ideali per fare esperienza. Dopo qualche tempo, il giovane libero professionista sente di aver ormai l’esperienza e le competenze adatte per eliminare i clienti peggiori ed assestarsi alla media di mercato.

Questo è il problema: il freelance a questo punto si è abituato a stare alla base della piramide. La nostra mente si adatta velocemente alle situazioni in cui siamo e questo ci porta a vedere la nostra situazione come l’unica realtà possibile. Se in media nel nostro mercato guadagniamo 400 euro al giorno per un nostro servizio, non possiamo credere che ci siano professionisti che ne chiedono 4.000, o 40.000. anche se sappiamo che ci sono professionisti molto meglio pagati di noi, li vediamo come eccezioni lontane dalla nostra realtà.

Ci siamo appena abituati alla mediocrità, una trappola mentale dalla quale il freelance deve uscire velocemente per non rischiare di passare tutta la sua carriera con clienti di bassa qualità a tariffe basse. Il lavoro del libero professionista non ha la componente di sicurezza contrattuale – anche se oggi ormai questa sicurezza non esiste quasi più anche per i contratti con le aziende – ma il freelance dovrebbe godere di un fatturato annuale sensibilmente più alto.

Per fare un cambiamento, devi prima renderti conto che la tua realtà non è l’unica realtà possibile. Esiste un mondo dove i clienti ti prenotano un aereo in business class, ti pagano 4.000 euro al giorno, ti prenotano la stanza nello stesso hotel di lusso dove risiedono loro e ti affidano lavori di alta qualità.

La mia tariffa media con le multinazionali va dai 3.500 ai 7.000 euro al giorno. Se credi che sia una tariffa alta, ricrediti: lavoro con professionisti che ne guadagnano 15.000. Il primo passo per uscire da questa catena mentale è cominciare a frequentare professionisti di una categoria superiore, peer abituarti ad un altro mondo, di maggiore qualità e per cominciare a comprendere quali strategie usano per arrivare a quel punto. Ecco alcuni spunti:

• Frequenta eventi e conferenze di alto livello, magari con professionisti che vengono invitati a parlare perché sono un riferimento nel mercato; in questo modo, cominci a respirare un’aria diversa e comprendere che puoi crescere.
• Leggi riviste di settore, se nel tuo caso esistono, alla ricerca di aziende e professionisti di alto livello. Guarda cosa offrono rispetto a te, quali competenze hanno che tu non hai e come si presentano.
• Naviga online e cerca professionisti di alto livello nel tuo settore: esplora i loro siti, curiosa sui loro social media, guarda i libri che hanno scritto. Cerca di comprendere come si muovono online. Vedrai che differenza.

Libera la tua mente: non abituarti alla mediocrità, altrimenti continuerai per tutta la tua vita professionale a combattere un’estenuante guerra dei prezzi con professionisti di basso livello. È il momento di crescere.

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