train-1017466_1920
Lorenzo Paoli
Il Coach delle Abitudini
Lorenzo Paoli » Blog
I precetti della mente efficace – perché in Italia i treni sono sempre in ritardo

Quando ho guardato i tempi a disposizione tra un treno e l’altro in uno dei miei tanti viaggi in Italia, mi sono dato una probabilità del 30% di riuscire ad arrivare secondo le tempistiche previste. Nel primo cambio c’era uno scarto di 7 minuti tra un treno e l’altro: non mi vedevo molto bene. Alla fine ce l’ho fatta, ma ho notato una cosa: TUTTI i treni erano in ritardo, anche solo di uno o due minuti (il primo era in ritardo di sette – fortunatamente anche quello dopo era in ritardo di tre, dandomi, paradossalmente, la possibilità di arrivare in orario). Viaggio spesso in treno, anche in Europa, e ho notato che in Italia i treni sono comunemente in ritardo – magari di uno o due minuti, ma comunque….

Schermata 2016-01-22 alle 19.01.15

Le statistiche mostrano che il 62% dei treni è in ritardo. Se però osserviamo meglio, il ritardo medio è 10 minuti: non sono quindi dovuti a grandi guasti, ma ad abitudini. Se hai mai viaggiato nel Regno Unito, avrai notato che i treni chiudono le porte 40 secondi PRIMA della partenza: ti avvertono prima: “o sali o prendi il prossimo”. Quei 40 secondi sono la ragione per la quale nel Regno Unito i treni sono quasi sempre in orario (puntualità del 90%) – provato in prima persona. Spaccano il minuto. Non è grazie ai 40 secondi in sé: i nostri treni non sono spesso in ritardo perché ci mancano quei 40 secondi. Ci manca quello che quei 40 secondi rappresentano: un precetto mentale. Una regola indissolubile, non discutibile, importantissima, prioritaria, che ci mettiamo in testa e che travalica tutto il resto. Nel Regno Unito, quei 40 secondi rappresentano un’abitudine mentale molto precisa: la costruzione di procedure, e la presa di decisioni, atte ad un solo scopo: fare arrivare i treni in orario. Sempre.

In Italia, questo precetto non lo abbiamo. Il treno in orario è desiderabile. Il minuto di ritardo non è neanche contemplato da Trenitalia, che raggruppa i ritardi in fasce di 15 minuti. Quando desideriamo raggiungere un risultato e mantenerlo nel tempo, o vogliamo costruire abitudini efficaci, i precetti mentali sono essenziali, le regole indissolubili, indiscutibili, che dobbiamo creare per noi stessi o la nostra azienda. Per questo che, nella costruzione di un’abitudine, è spesso meglio darsi un’azione tutti i singoli giorni, piuttosto che “tre volte a settimana”. “Tutti i giorni” è una regola con confini ben delimitati: se alle 00:00 non lo hai fatto, non hai rispettato la regola. Se invece lunedì non lo fai, puoi comunque farlo martedì, o mercoledì – fino a quando ti ritrovi venerdì con troppe cose da fare e troppo poco tempo.

L’eccellenza si costruisce giorno per giorno anche con questo atteggiamento mentale: la costruzione di precetti che attivano immediatamente risposte urgenti, dando priorità al precetto. In Italia aspettano che le persone salgano tutte sul treno: nel Regno Unito, non esiste. Cominciano a dirti, qualche minuto prima, di affettarti a salire, perché 40 secondi prima della partenza, loro chiudono, anche se tu sei davanti alla porta. Se c’è un problema, corrono per risolverlo, perché la priorità è: fare arrivare il treno in orario.

Molte aziende e professionisti cadono sui fondamenti delle loro attività a causa della mancanza di questi precetti: customer service raffazzonati, che dipendono più dal carattere e dall’Intelligenza Emotiva della persona che ti sta aiutando che non dalle procedure, oppure servizi poco precisi, molto buoni quando l’azienda ha tempo, meno buoni quando c’è un picco di richieste.

Insomma, si tocca l’eccellenza solo quando tutto va bene. Il che non succede quasi mai, per cui si rimane con performance tra il 6 e il 7, tra il sufficiente e il buono, con punte di mediocrità che fanno perdere clienti e di eccellenza che stupiscono, proprio perché non replicate.

Darsi un precetto per una performance fondamentale nel nostro lavoro crea un’abitudine mentale precisa: una regola che non può essere violata e un focus preciso su alcuni indicatori. Tutte le procedure rispondono velocemente ad eventuali emergenze, la tensione è diretta al rispetto della regola, che non è un desiderata, è un obbligo assoluto.

Il precetto mentale diventa lentamente abitudine, atteggiamento e infine cultura: dalla prima all’ultima persona di un’azienda, tutti sanno che quella regola è fondamentale, ne conoscono il valore e sanno come farla rispettare. Sempre.

Per creare un precetto:

Datti una regola fondamentale che porterà risultati continui ed assolutamente essenziali per te;
Esprimi la regola come un obbligo preciso, chiaro, indiscutibile: “i treni devono arrivare sempre in orario” non “cerchiamo di fare il possibile per fare arrivare i treni in orario”. Il possibile a volte non basta, devi fare l’impossibile, vale a dire che devi cambiare processi, procedure, abitudini, perfino cultura.
Datti degli indicatori precisi per sapere sempre che stai rispettando o meno la regola;
Parti dalla regola e crea le procedure e non il contrario: non è la regola che deve adattarsi alle tue attuali abitudini, ma sono le tue abitudini che devono adattarsi alla regola. È così che si cambia cultura. È così che si diventa eccellenti.

Un pensiero su “I precetti della mente efficace – perché in Italia i treni sono sempre in ritardo”

Lascia un Commento

L'indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

È possibile utilizzare questi tag ed attributi XHTML: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <strike> <strong>