Lorenzo Paoli
Il Coach delle Abitudini
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Quando la soluzione è una partita a racchettoni

Una delle attività più praticate dall’italiano in spiaggia il gioco dei racchettoni. L’ho sempre visto con sospetto, pur avendolo praticato quando ero piccolo: mi sembrava il gioco di chi non sapesse cos’altro fare.
Recentemente parlavo con una persona che, come tantissimi altri, non era per niente soddisfatta della sua vita. Era ormai luglio e con un sospiro e un sorriso un po’ tirato mi ha detto “beh dai almeno tra una settimana sono in spiaggia a giocare a racchettoni!”
Ho una domanda da farti: cerca di immedesimarti nella situazione che ti propongo. Sono il tuo migliore amico e ti confido che non sono per niente soddisfatto di come sto vivendo. Ti chiedo un consiglio su cosa fare. La mia domanda per te è questa:mi consiglieresti di non pensarci e di andare a giocare a racchettoni?
No, questa non è una critica al gioco-tormentone dell’estate italiana da anni, figuriamoci. Quello che mi stupisce è la reazione della persona media ad uno stato di malessere. Sembra quasi che sia normale, che si accetti che non si può fare nient’altro e allora, se siamo prigionieri, quantomeno ci godiamo l’ora d’aria. Siamo così tanto abituati al pensiero mediocre che ci hanno insegnato fin da piccoli, quello che ti fa pensare che “sei fortunato ad avere un lavoro” anche se guadagni poco e fa schifo, che non pensiamo più che siamo padroni del nostro destino. Ci hanno convinto che la vacanza e il fine settimana sono i momenti in cui leccarci le ferite e dimenticarci per un momento della nostra situazione, invece di goderci una pausa in un meraviglioso viaggio di una vita entusiasmante. Il problema non è mai una situazione difficile, ma la sua acritica accettazione. Quando l’azienda vede che le vendite calano ma non fa niente se non sperare “che il vento cambi” i suoi manager sono malati di questo pensiero mediocre, quello che ruba loro la libertà di scegliere un’altra strada e il coraggio di prendere strade nuove. No il problema non è che adesso hai problemi economici o che guadagni poco: ci siamo passati in molti. Il problema è che non stai facendo piani per risolvere la situazione perché sei profondamente convinto che non dipenda da te. La vacanza migliore è quella usata per risolvere i problemi fondamentali che abbiamo, per costruire un piano, per inseguire un sogno e vivere come vogliamo, anche se questo vuol dire non giocare a racchettoni. Perché se invece di accettare combatti e prendi la responsabilità della tua via senza raccontarti che tanto non si può fare come ti hanno insegnato, poi sarai in vacanza per tutta la vita. No, non perché sarà più facile, ma perché le sfide saranno profondamente tue. Vivrai ad un altro livello. A un livello in cui non ti servirà neanche più una vacanza – e, paradossalmente, in cui potrai permetterti di fare vacanze molto più belle.
Il salto critico non è il cominciare ad agire, ma il fatto di accorgersi che stiamo ragionando ad un livello molto, molto più basso del nostro potenziale. In un articolo del Corriere della Sera di qualche anno fa si diceva che due italiani su tre pensano di cambiare vita in vacanza: ma poi non lo fanno. Perché sono pigri? No, perché sono stati abituati a pensare nella media, a pensare che non dipenda da loro, che devi essere ricco o giovane o chissà cosa per vivere bene. Ci hanno tolto lo strumento più potente di accesso al potenziale: la consapevolezza della nostra situazione e la capacità di cambiare. Ci hanno insegnato a giustificare quello che abbiamo e addirittura a dire ad altri di non alzare la testa e non rischiare troppo perché tanto è inutile. Siamo stati lobotomizzati così bene che consigli tanto deleteri li dispensiamo anche agli amici e addirittura ai nostri figli, passando loro la nostra stessa malattia. No, il problema non è che tu quest’estate andrai a giocare a racchettoni, ma che lo farai anche se in realtà dovresti usare quel tempo per crearti una vita molto migliore. Il problema è che leggendo queste parole molte persone si riconosceranno ma penseranno anche che questo articolo sia la chiacchiera di un privilegiato, anche se anche io sono partito da un punto basso e so cosa voglia dire. Quello che fa veramente la differenza è una decisione: prendere il controllo della propria vita e iniziare a ragionare ad un altro livello. È una singola decisione, ma richiede il coraggio di andare contro il pensiero comune. Prova a dire che cambierai lavoro, che aprirai una tua attività, che vuoi cambiare vita e inseguire un tuo sogno, anche se non hai molti soldi, anche se hai figli, anche se vivi in Italia: ti prenderanno per pazzo e ti consiglieranno di prenderti una vacanza, magari per giocare a racchettoni.

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