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Lorenzo Paoli
Il Coach delle Abitudini
Lorenzo Paoli » Blog
L’arte del silenzio della mente

Con l’aumentare dei volumi di lavoro decidiamo di prendere una nuova collaboratrice esterna. Dopo un paio di prove di documenti in cui c’erano alcuni piccoli errori, le abbiamo affidato un documento più importante e complesso. Il risultato è stato disastroso. Parlando, scopriamo che non siamo gli unici a contestare: «fate come tanti altri clienti, mi chiedete un lavoro e poi vi lamentate di tutto!». Ma la sua risposta più scioccante è arrivata quando le abbiamo scritto che il lavoro fatto non era per niente accettabile. «In quale punto? A me sembra fatto molto bene» è stata la sua risposta. Questa ragazza continua a perdere clienti, ma se le chiedi il perché, non lo sa. Anzi, diciamo che ha un suo racconto: «sono i clienti che non sanno valutare il mio lavoro». Il problema è che se tu non vedi la realtà, la realtà va avanti comunque. Tu perdi i clienti. Punto. Poi puoi raccontarti quello che vuoi.

Può sembrare un esempio estremo, ma siamo tutti un po’ come lei.

Quando lavoravo come Career Coach, incontravo tanti disoccupati che avevano la stessa capacità di raccontare la realtà. Nonostante fossero chiari i loro punti di miglioramento, loro non li accettavano e continuavano a dire che «sono le aziende responsabili del fatto che io sono disoccupato». O lo Stato. O il sistema. Anche solo accennare al fatto che magari potessero avere qualche criticità a livello di competenze richieste, di capacità comunicative, organizzative, suscitava reazioni a volte estremamente aggressive. Chi non aveva questo tipo di atteggiamento, riusciva a trovare lavoro dopo pochi mesi. Chi invece continuava a raccontarsi queste storie, rimaneva senza lavoro.

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