Non puoi non fare Personal Branding

Non puoi non fare Personal Branding

Non puoi non fare Personal Branding

Quando qualcuno mi dice: “ma io non voglio fare Personal Branding!” rispondo, molto semplicemente: “non puoi”. In effetti, la frase non è completa: se non fai personal branding, il personal branding accadrà per te.

Facciamo un esempio concreto: hai mai chiesto un mutuo? Se non lo hai fatto, saprai in ogni caso che quando chiedi un mutuo per comprare una casa, la banca ti chiede moltissimi documenti. Lo fanno per valutare la tua affidabilità creditizia e ti viene appioppato anche uno score, un punteggio che determina prima di tutto se ti verrà concesso il mutuo e poi a che condizioni. La mia azienda qualche anno fa ha ricevuto un’offerta spontanea di finanziamento dalla nostra banca a condizioni veramente ottime: la consulente ci ha spiegato che il nostro rating era talmente buono che potevano concederci tassi estremamente agevolati. Per inciso, è la stessa banca che mi aveva rifiutato un prestito all’inizio della mia nuova avventura imprenditoriale nel 2013. Perché? Perchè uscivo da una situazione disastrosa con la vendita delle quote di due aziende, una delle quali sarebbe poi fallita nel giro di due anni. Insomma, il mio Personal brand era pessimo. Lo stesso vale per il mutuo: se il punteggio non è sufficiente sulla base delle informazioni che la banca ha su di te, la risposta sarà un secco “No”.
Quindi o tu controlli il tuo brand, o lo subisci. Non pensare neanche per un momento che le persone non ti cerchino online prima ancora di chiamarti per una consulenza; lo fanno in tantissimi. Inoltre, chi non ti conosce, cercherà online la soluzione al suo problema, quindi ad esempio “pulizia piscine” e se tu non sei presente e non fai percepire alla persona che sei la persona giusta per pulire la sua piscina, beh, tanti saluti al cliente.
Se il tuo profilo LinkedIn è una fotocopia del tuo CV, sarai uno dei tanti e la persona che deve scegliere, beh, non ti concederà più di 5 secondi prima di passare ad altro. Lo faccio io, quando cerco professionisti che mi supportino, lo fanno tutti. D’altronde, se il tuo profilo è completamente indifferenziato, perché dovrei chiamare te? Perché sei simpatico?

Una volta la visibilità era per i ricchi o gli uomini di spettacolo. Chi poteva permettersi una pagina di pubblicità su Vogue, poteva essere visto e controllava il mezzo: poteva scegliere con estrema cura come essere percepito. Oggi, tutti danno per scontato che ti troveranno online e quando non lo fanno, passeranno a qualcun altro. Oppure ti trovano, ma non li impressioni e quindi non ti sceglieranno. 

Non è quindi questione di decidere SE occuparti del tuo personal brand o meno: è questione di COME farlo.
Se non lo fai, Google lo farà per te e i risultati non ti piaceranno. 

Come vuoi essere percepito? Chi vuoi impressionare? Con chi vuoi fare business? Chi invece non ti interessa attirare? Queste sono alcune delle domande per costruire una strategia di Personal Branding efficace che tenga conto della direzione in cui vuoi andare per prendere il controllo della percezione che le persone hanno quando ti trovano online. Soprattutto, ti permetterà di essere trovato online e non essere quindi sostituito da professionisti magari meno adatti e bravi, ma molto più presenti di te. 

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