Lorenzo Paoli
Il Coach delle Abitudini
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Non sperare che il Nuovo Anno sia migliore

Durante un recente evento a cui ero stato invitato per parlare della creazione di routine eccellenti per i professionisti e piccole imprese, mi si avvicina, alla fine del mio intervento, una professionista che mi racconta della sua difficoltà a raggiungere gli obiettivi che desidera per il suo business. Le do qualche veloce consiglio e alla fine mi dice: “beh speriamo che il 2017 sia un anno migliore”. Sbagliato. Il 2017 non sarà un anno migliore, né peggiore, del 2016. Ci potrebbe essere qualche singolo evento, qualche giornata, migliore, più fortunata, ma non puoi “sperare” che 365 giorni vadano tutti bene per il tuo business. È l’inizio della fine – o meglio – è la ricetta perfetta per avere lo stesso identico anno, se non peggiore, di quello precedente.
Perché manterrai le medesime routine e soprattutto gli stessi schemi mentali che hanno costruito l’anno precedente. Se vuoi che migliori, il prossimo anno, non puoi permetterti il lusso di sperare. Non cadere nella facile trappola dei vittimisti di professione, quelli che aspettano che il mondo presenti loro un anno perfetto: sarebbe come sperare di avere sempre poker in mano per vincere ad un torneo con giocatori professionisti. Non succederà mai. L’anno è irrilevante, quello che succederà è irrilevante: avrai delle opportunità e avrai sicuramente degli ostacoli. Devi imparare a giocare con le carte che hai in mano. L’unica cosa che hai è il combattimento. È la capacità di guardare il nuovo anno, decidere come vuoi che finisca e poi lavorare fino a quando quello che hai desiderato non si è trasformato in realtà. Per farlo, devi cambiare le abitudini e gli schemi mentali che ti hanno dato un anno insoddisfacente. Non puoi sperare che il mondo torni indietro perché i comportamenti inefficaci che hai messo in atto un anno, nel 2017 diventeranno comportamenti da Peak Performer: non funziona così.
Se vuoi un anno diverso, devi cambiare prima di tutto la qualità delle decisioni che prendi: forse dovrai rischiare di più, forse dovrai rinunciare a qualcosa di più, forse dovrai fare un passo in più. Poi dovrai migliorare la qualità delle tue azioni: l’agenda settimanale che ti ha portato alla fine dell’anno, potrebbe essere la prigione da cui ti devi liberare per arrivare alla fine del prossimo anno con il sorriso sulle labbra. Cosa devi eliminare da quell’agenda? Cosa devi accelerare invece?
Infine, ricordati che noi siamo creature di abitudine e le abitudini moltiplicano i vantaggi o gli svantaggi delle singole azioni che compiamo ripetutamente ogni giorno. Le tue routine sono la chiave del tuo anno migliore. Chiediti quali sono le tre routine fondamentali che dovrai mettere in atto per avere l’anno che vuoi.
Poi mettile in pratica, qualsiasi sia l’ambiente in cui ti trovi. Non aspettare che l’ambiente cambi, sii tu flessibile per raffinare le tue routine, in modo da essere efficace nonostante le condizioni esterne.
Se continuerai a lamentarti e a sperare in un anno migliore, ti garantisco – senza alcun dubbio – che alla fine del 2017 sarai ancora deluso. Ti guarderai indietro allo stesso identico modo e continuerai a brindare con il nodo nello stomaco di chi spera che sarà un anno migliore, ma non farà nulla per farlo diventare tale e il nodo nello stomaco viene perché in fondo, se fosse completamente onesta con se stessa, sa perfettamente che deve fare lei il cambiamento desiderato e non certo aspettarlo da altri.
Le aziende che muoiono sono quelle che sperano che i clienti tornino da loro: quelle che prosperano sono quelle che cercano di comprendere perché i clienti se ne sono andati e si danno da fare per prenderne di nuovi, per crescere, per diventare migliori.
Se potessi farti un augurio dal profondo del cuore, ti augurerei un bel combattimento. Una battaglia profondamente tua, in cui credi, che affronterai con coraggio e passione. Con il sorriso di chi ce la sta già facendo, anche quando cade e si deve rialzare e non certo con l’aspettativa che il mondo cambierà direzione e si adatterà ai nostri comportamenti e schemi mentali.

Non ti auguro quindi un buon anno: ti auguro un buon combattimento. Da lì, e solo da lì, nascerà un anno fantastico.

Un pensiero su “Non sperare che il Nuovo Anno sia migliore”

  1. Grazie, quello di un “buon combattimento” trovo essere un bel e originale augurio. La cosa difficile è a mio parere sentirsi/essere pronti per quel combattimento.

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