wikipedia
Lorenzo Paoli
Il Coach delle Abitudini
Lorenzo Paoli » Blog
Wikipedia, l’illusione dei dilettanti e quell’autostima di troppo
wikipedia

Quando ho iniziato a pubblicare libri, le case editrici mi hanno consegnato le regole del gioco per consegnare un’opera seguendo i canoni di qualità ed affidabilità delle maggiori case editrici italiane. Una delle regole? Vietato usare Wikipedia come fonte di informazioni. Stessa cosa durante il mio MBA. Perché? Perché come è ormai verificato da moltissime fonti, Wikipedia è assolutamente inaffidabile – per sua stessa ammissione, tra l’altro.
Il progetto, nato sotto l’ideale di partecipazione di massa, è molto carino, ma resta appunto un esercizio di stile: si accumulano le storie di revisori che respingono le correzioni di persone molto più esperte di loro, articoli con grandi e piccoli errori, inserimenti completamente sballati.
Insomma, Wikipedia è una bellissima enciclopedia… da consultare se vuoi sapere quali film ha fatto Brad Pitt. Per le cose più serie, non ti conviene.
Il fenomeno Wikipedia pervade il mondo di internet, che ha dato a tutti la possibilità di esprimersi: milioni di persone oggi si esibiscono in video improbabili, auto-pubblicano libri senza il filtro di una causa editrice, diventano “esperti della rete” perché hanno letto tre libri più di te.
Questo sembra un fenomeno nuovo, ma in realtà è probabilmente dovuto a tanti fattori. Negli anni ’70, negli Stati Uniti, il governo ha promosso una grande campagna di aumento artificiale dell’autostima dei ragazzi, convincendoli che fossero speciali e che tutto quello che facessero fosse unico, solo per pentirsi amaramente delle conseguenze quando quegli stessi ragazzi sono diventare persone a cui tutto era dovuto, che si stupivano se il mondo non dava loro subito quello che gli era evidentemente dovuto.
Oggi c’è lo stesso sentimento contro i cosiddetti “esperti”: la rivoluzione dell’auto-pubblicazione online ha affrancato i tanti aspiranti autori che, stanchi delle malvagie case editrici che, chissà come mai, rifiutavano i loro capolavori, hanno cominciato ad invadere internet con le loro creazioni.
Wikipedia è diventato il messaggio che ancora una volta echeggia nella nostra cultura: “se hai una cosa da dire, sarà sicuramente speciale, tanto da diventare addirittura una voce di un’enciclopedia, consultata da milioni di persone.” Abbasso la Treccani ed i suoi sedicenti esperti, che passano giorni a verificare le fonti di ogni singola voce!
Il risultato è questo: un’enciclopedia assolutamente inaffidabile, piena di errori, dove spesso vince chi fa la voce più grossa e ha più tempo da passare online, non chi ha più autorevolezza in materia.
Questa però è un’illusione: il mondo oggi, più che mai, ricerca gli esperti, coloro che riescono a raggiungere l’eccellenza in una materia, coloro che rendono arte quello che per altri è un lavoro ordinario.
Grande è la delusione e la rabbia di chi non vede riconoscere il proprio scarabocchio nelle situazioni che veramente contano – quando si vuole trovare un lavoro, si cerca di vendere il proprio servizio, si cerca di farsi riconoscere nel marasma della concorrenza.
Mi dispiace deludere i molti wikipediani, ma non basta respirare ed avere un’idea per essere considerati maestri di un’arte e unici e riconoscibili nel proprio settore.
Come un’atleta impiega anni e migliaia di ore di lavoro per vincere una competizione, così un samurai in passato si allenava per anni a perfezionare la sua arte e oggi i più riconosciuti ed efficaci imprenditori, manager ed artisti in ogni campo rendono la pratica ed il miglioramento del proprio lavoro un’abitudine costante.
Non farti illudere dal Personal Branding, un derivato di questa cultura: pur essendo una strategia sicuramente essenziale in un mondo così aperto alla comunicazione, che io consiglio a tutti i professionisti degni di questo nome, devi essere sicuro che gli altri vogliano veramente vedere quello che hai da mostrare. Non basta mostrarsi al mondo: d’altronde, non credo tu voglia essere visto mentre esci dalla doccia la mattina. Sii sicuro che quello che mostri sia veramente di valore, altrimenti starai semplicemente mostrando a tutti i tuoi difetti. Non certo una buona strategia.
Lo sviluppo di abitudini di costruzione dell’eccellenza ti faranno emergere come un professionista riconosciuto e assolutamente unico.

 

1) Definisci le caratteristiche che ti renderebbero un maestro nel tuo settore – sia come singolo, che come team, o azienda.
2) Sviluppa delle abitudini che ti permettono di rendere eccellenti tali caratteristiche. Quali routine, se mantenute nei prossimi sei mesi, ti faranno crescere maggiormente?
3) Non farti imbrigliare dalle urgenze: molte di quelle abitudini richiedono del tempo e la capacità di inserire routine di crescita anche quando si è di fronte ad un’emergenza. La differenza tra il dilettante allo sbaraglio su internet e un maestro della propria arte è proprio la capacità di Visione e di rendere il cambiamento un processo costante e naturale, grazie ad abitudini di crescita.

 

 

L’eccellenza è un’abitudine.

Un pensiero su “Wikipedia, l’illusione dei dilettanti e quell’autostima di troppo”

  1. Il fenomeno ha radici nella cosiddetta “Cultura del Narcisosmo” made in USA!!

    Di seguito ulteriori spunti di riflessione:

    Lasch invece anticipava le disillusioni dei decenni successivi. Intuì che quei profondi sconvolgimenti sociali sfociavano “nel disprezzo di ogni autorità, compresa l’autorità dell’esperienza”.
    La sua originalità fu nel cogliere l’intreccio perverso che si poteva creare tra l’idea progressista della libertà individuale, e gli interessi del capitalismo.
    L’età dell’Io sarebbe diventata una formidabile opportunità di marketing, per aprire un’èra di travolgente consumismo e materialismo….

    http://rampini.blogautore.repubblica.it/2010/02/24/la-cultura-del-narcisismo/

    http://www.bompiani.eu/libri/la-cultura-del-narcisismo/?refresh_ce-cp

    Cordiali saluti.

    Fabrice

Lascia un Commento

L'indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

È possibile utilizzare questi tag ed attributi XHTML: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <strike> <strong>