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Lorenzo Paoli
Il Coach delle Abitudini
Lorenzo Paoli » Press Room
Intervista su Persone&Conoscenze – Generare nuove abitudini in linea con il contesto
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Generare nuove abitudini in linea con
il contesto

Intervista di Lorenzo Paoli su Persone&Conoscenze di marzo 2016 n. 110

Il coach non guida, ma si fa guidare. Il suo
imperativo è conoscere gli obiettivi del coachee
–stimolando in lui una riflessione– e
comprenderne le opportunità di azione. A
chiarire questo punto è Lorenzo Paoli, Direttore
programmi corporate di Novaxia:
“Scopo del coaching è creare gli spazi al cui
interno la persona (il coachee) possa trovare
strategie efficaci e sviluppare azioni incisive
per il successo”.
“Il coach –aggiunge Paoli–, diversamente dal
consulente, non crea un rapporto di dipendenza
con il suo coachee, lasciando che quest’ultimo
diventi attore primario del proprio successo;
instillando in lui la volontà di autoregolarsi
e agire in modo indipendente, di diventare egli
stesso un manager coach, capace a sua volta di
far crescere le persone in azienda”.
Il bravo coach è quello che si fa licenziare non
appena il coachee smette di avere bisogno. E
un bravo coach deve essere, prima di tutto,
un bravo coachee. “Quello che in qualsiasi
percorso di coaching dobbiamo tenere a
mente è che abbiamo a che fare con persone.
Come tali, i coachee hanno abitudini consolidate
che possono portare a routine inefficaci
e ripetitive. Il nostro compito è lavorare sulle
abitudini, aiutare le persone a generarne
di nuove in linea con il contesto aziendale,
poiché le abitudini standardizzano comportamenti
eccellenti e li rendono naturali, come
un effetto valanga positivo. Importantissimo,
lato coach, è osservare ciò che accade
intorno. Se si lavora su uno o pochi manager
e intorno il contesto non è allineato, il coaching
potrebbe non funzionare”.
Secondo il parere di Paoli, tutte le persone
sono coachable, ma non tutti gli atteggiamenti
sono idonei. Per esempio un freno
è costituito dalla mancanza di cultura sul
coaching: “Molti coachee si aspettano di
ottenere dei consigli durante le sessioni di
coaching, quando ad arrivare sono domande”.
Ulteriore problema è costituito dalla
mancanza di motivazione da parte del coachee.
“In quei casi –conclude Paoli– il coach
deve essere in grado di fare leva sulla spinta
motivazionale della persona, indagando i
suoi veri interessi. In alcuni casi, è opportuno
suggerire dei percorsi di mentoring con
il coach”.