La paura che non ti farà cambiare nel 2020

La paura che non ti farà cambiare nel 2020

La paura che non ti farà cambiare nel 2020

Era bellissima: capelli corti, viso angelico, espressione seria e concentrata sul suo libro. Avevo 18 anni ed ero nella sala studio della mia città, a guardare quella che mi sembrava la ragazza più bella che avessi mai visto. Così le ho scritto un biglietto: “sei bellissima”. Molto romantico. Quando si è alzata per andare in bagno, gliel’ho lasciato sul suo libro. Molto astuto.

Ricordo ancora il suo sguardo di sorpresa quando ha trovato il biglietto e si è guardata intorno. Ricordo anche il mio cuore che batteva all’impazzata: avevo così tanta paura che non ho avuto il coraggio di guardarla negli occhi. Dopo qualche minuto, mi sono alzato, tremante, sono andato da lei, mi sono seduto e le ho detto: “sono io che ti ho mandato il biglietto.” Il caso ha voluto che quello fosse il primo anniversario della sua relazione con un ragazzo di cui era follemente innamorata. Che tra l’altro conoscevo. Fantastico.

Me ne sono andato con il cuore spezzato e la coda tra le gambe.

Quello, come tanti altri, è stato un momento fondamentale per me: perché alla fine, anche se era andata (molto) male, avevo capito che non c’era niente di cui essere terrorizzato.

Ti ho raccontato questa breve storia perché mi sono fermato dal pubblicare per quasi tre settimane e ho ricevuto molti messaggi su Facebook e Instagram della serie: “ ma dove sei finito?”

Quindi mi sono deciso di riprendere a scrivere, anche se non sono ancora pronto.

La scorsa estate ho deciso di fare il più grande cambiamento della mia vita ed ho definito un obiettivo veramente ambizioso. Di quelli che fanno paura. L’ho dovuto raccontare ad alcuni professionisti che ci aiuteranno nel lancio di un nuovo brand e tutti, nessuno escluso, hanno sgranato gli occhi. Ma d’altronde, mi è successo tutte le volte che ho dichiarato obiettivi che poi ho, nella maggior parte dei casi, raggiunto.

Adesso che il lancio si avvicina, sento che quell’obiettivo mi fa paura. Mi motiva terribilmente, ma non sono tranquillo. Il 15 di febbraio, giorno del lancio, sarà come ritornare a quel giorno nella sala studio e lasciare il bigliettino a quella bellissima ragazza.

Il cambiamento fa paura e molti di noi per paura non cambiano. Vedo tantissimi che vivono nella paura: il manager che ci chiede di lavorare sulla brand voice della sua azienda, ma poi non ha il coraggio di esprimere la personalità che vorrebbe. La persona che odia il suo lavoro, ma poi continua a dirti che non è possibile cambiare. La coppia che non ha senso di esistere e che invece sta insieme, soffrendo, perché è più facile così. La paura ci domina. Lo vedo tutti i giorni su Facebook: la maggior parte dei profili delle persone sono assolutamente falsi. Possibile che nel 90% delle fotografie, tutti sorridono? Ma tu, passi la giornata con il sorriso stampato sul viso, anche mentre guidi?

In questo momento mi sto confrontando con dubbi, paure, incertezze, che mi portano a ritornare in ufficio e rivedere la strategia a tre anni, a un anno, a sei mesi. Rifare i calcoli di budget, rivedere i presupposti su cui si basa la nostra strategia.

Avere paura non importa: l’importante è non farsi bloccare dalla paura. L’importante è non cominciare a giustificare l’immobilismo dicendoci che “non è il momento”, perché poi la paura diventa uno stato di vita, una condizione normale. Non ci accorgiamo più che stiamo vivendo in un costante stato di paura e quindi non siamo più noi stessi. Non stiamo neanche vivendo la vita di qualcun altro, come ammoniva Steve Jobs: stiamo proprio vivendo la vita che nessuno dovrebbe vivere.

Il cambiamento fa paura quando lo si affronta e fa sorridere quando lo si supera: questo l’ho imparato dai miei peggiori fallimenti. Sicuramente brucia molto di più il rimpianto di non averlo fatto, di non averci provato, piuttosto che la consapevolezza di avere dato tutto per qualcosa in cui credevi. Anche perché impari che puoi fallire una volta, due, tre, ma se continui a imparare, il successo, qualunque cosa sia per te, è garantito. Magari prenderà una forma leggermente diversa da quella che ti aspettavi, ma arriva.

È appena ricominciato l’anno: se sei felice e realizzato, sei a posto, continua così. In realtà, io mi sento profondamente felice e realizzato, ma sono anche ambizioso e ho voglia di avventurarmi in nuove sfide, per cui mettersi nei guai è un attimo, ma è una mia scelta. Comunque, se invece l’anno passato non ti ha dato la vita che volevi, pensa a cosa ti sta fermando. Perché altrimenti il 2020 sarà una fotocopia del 2019, del 2018, del 2017 e così via. Sempre uguale. Ricorda che il dialogo che hai in testa e che ti dice che “non è il momento”, dopo qualche tempo diventa normalità: non pensi più che sia la paura a parlare. Lo tratti come un buon amico, che ti sta dando il consiglio più pericoloso di tutti: quello di non vivere, perché tutto quello che fai fuori dalla tua piccola zona di comfort è pericoloso.

Vivi veramente quando guardi negli occhi la vita che vuoi vivere, senti la paura nel fare quel dannato passo… e poi lo fai comunque.

Per farlo, devi allenarti a sentire cosa vuoi, a cambiare quello che ti fa stare male. Quel ragazzino che, tremante e con il cuore in gola, si alzava per andare a parlare alla ragazza più bella della sala studio, mi ha insegnato che stare seduti per non rischiare è il migliore modo per rovinarsi la vita.

Quest’anno per me sarà un anno di grande cambiamento e di sfide enormi. Non so come andrà, ma so una cosa: anche il 2020 sarà il mio anno. Mio, non della paura.

Ti auguro con tutto il cuore che questo sia il tuo anno.